Blog: si cambia spazio!!!
Buongiorno a tutti!
Ho deciso di spostare questo blog dallo spazio web di Tiscali (che ringrazio tantissimo) allo spazio Web 2.0 di WordPress.com.
L’indirizzo del nuovo blog, che conterrà tutti i nuovi aggiornamenti, sarà pertanto:
http://righedicorsa.wordpress.com/
Grazie per l’attenzione, a presto!
Marco.
Sepang: la McLaren mette la freccia e passa!
Guardando la gara partendo dal risultato, vale a dire una splendida doppietta McLaren, con Alonso davanti ad Hamilton, e Raikkonen sul podio superato in classifica dallo spagnolo campione in carica, si potrebbe pensare che in sole due settimane la Ferrari abbia dilapidato un capitale enorme, consistente in circa un secondo di vantaggio sugli avversari. In realtà non è così, perché il “vantaggio” Ferrari è stato probabilmente sovrastimato: in Formula 1 non conta soltanto la componente meccanica, ma conta (ancora) molto anche la componente umana: il pilota. Ed oggi si è avuta una dimostrazione della superiorità McLaren sotto questa componente.
Analizzando la partenza, si mostra come Massa, partito dalla pole, si sposta solo fino a centro pista: un eccesso di fiducia nei propri mezzi pagato carissimo. Alonso, secondo in prova, non viene “schiacciato” sul lato sporco (come “un altro ferrarista a caso” l’anno scorso lo avrebbe accompagnato senza tanti complimenti). Ed infatti Alonso passa all’interno alla prima curva, salutando tutto il gruppo e dando l’arrivederci alla bandiera a scacchi. Ma a completare la disfatta Ferrari in partenza ci pensa anche Hamilton, il quale, stando subito negli scarichi dell’altro ferrarista Kimi Raikkonen (3° in qualifica), lo supera anch’esso all’interno, e come a voler rincarare la dose, sorpassa anche il già scosso Felipe Massa. Sembrava di vedere una di quelle partenze McLaren dei primi anni ’90, con Senna avanti e Berger dietro a proteggere il suo compagno leader. A proposito: c’è qualcun altro che ha notato come il casco di Hamilton abbia una notevole somiglianza col casco di Ayrton, o sono solo io che vaneggio?
Ma continuando la disamina delle pecche Ferrari, è la volta dell’irruenza (inutile, se vogliamo essere gentili; controproducente, se vogliamo essere realisti) di Massa nei confronti di Hamilton: al quarto e al sesto giro Felipe passa l’inglese della McLaren, ma in entrambi i casi va a sbagliare la frenata: il secondo tentativo gli sarà fatale, e gli farà perdere altre due posizioni, a vantaggio di Raikkonen e di Heidfeld. Con ancora una cinquantina di giri da percorrere, perché lanciarsi in un pericoloso recupero? Felipe, non ti ricordi nulla degli “insegnamenti” di Michael?
Kimi, forse memore della “scaldata” del suo motore nella vittoriosa gara di Melbourne, adotta un approccio più prudente, che negli ultimi 10 giri sembra essere premiante, ma è questione di meno di un secondo, ed Hamilton transita comunque davanti al ferrarista sotto la bandiera a scacchi.
E’ forse tutta qui la gara, analizzando più i comportamenti degli uomini, che dei mezzi meccanici.
L’ordine d’arrivo: le due McLaren di Alonso ed Hamilton, Raikkonen, la BMW di Heidfeld, Massa, Fisichella, Trulli e Kovalainen.
Ma guardiamo gli altri protagonisti della gara. Heidfeld si conferma capace di gestire al meglio la sua BMW, dando anche filo da torcere a Massa; Kubica, il compagno di scuderia di Heidfeld, si è presto trovato a litigare con la vettura e poi, forse ricordandosi che oggi è Pasqua, ha fatto una sua personalissima “via crucis” col cambio, che lo ha anche spedito fuori pista. Buonissimo anche Rosberg e la sua Williams, nonostante il ritiro per “cottura” del motore: la Williams sta lottando per riemergere, e forse ci piò essere qualche segnale di ottimismo. Ottimismo che manca invece alla Renault: Fisico (reduce addirittura dalla rosolia!) e Kovalainen dimostrano che a Briatore mancano ancora tantissimo Alonso e le Michelin. Segnali positivi anche dalla Toyota, con Trulli a punti.
Ancora non pervenute le Spyker (a motore Ferrari, segnaliamolo).
Nota a margine: complimenti alla RAI, per il cambio di rete: chissà quanti videoregistratori, oggi, saranno rimasti “uccellati” negli ultimi 10 giri. Fare tutto il GP su una rete no, eh?
Prossima gara fra soli sette giorni, in Bahrein. Vedremo se lì la Ferrari saprà riprendersi dalla brutta botta di oggi. Adesso la battaglia McLaren-Ferrari diventa anche psicologica.
Ci rileggiamo su queste pagine.
Melbourne: Kimi sembra passeggiare nel parco, ma…
Quella di Melbourne, prima gara del Mondiale 2007, verrà ricordata non solo come l’esordio vincente di Raikkonen alla guida della Ferrari (come, fra gli altri, Mansell nel 1989, anche se va ricordato che in quella stagione Nigel vinse solo un’altra gara, in Ungheria), ma anche per un episodio che poteva costare davvero caro ad Alex Wurz: a 9 giri dalla fine, con Raikkonen saldamente in testa davanti alle due McLaren di Alonso ed Hamilton, c’è un contatto con Coulthard che in quest’occasione decolla e gli passa a 30 cm dal casco con tutta la monoposto (e a pochissimi dalle mani, fortunatamente ben protette dalla scocca): l’austriaco della Williams ha pure la prontezza di spirito di fare ancora un tratto di strada prima di parcheggiare, evitando di fare entrare la safety car, e confermando così l’ordine delle posizioni all’arrivo.
La gara, vuoi per l’orario assurdo al quale si sono svegliati gli amanti della F.1, vuoi per la “plafonatura” di molte vetture quest’anno, si è rivelata dannatamente noiosa e soporifera: naturalmente se si eccettua la partenza, nella quale Alonso (2° in partenza ed all’arrivo), complice anche Kubica (5° in griglia, poi ritiratosi causa rottura del cambio), subisce due sorpassi ad opera di Heidfeld (l’altra BMW, 4° all’arrivo) e del suo team mate in McLaren, Lewis Hamilton. Davvero un talento sorprendente, questo britannico di colore: nessun errore anche sotto moltissima pressione, spesso davanti al suo compagno di squadra, terzo all’esordio (e non secondo, come meritava) solo grazie ad un sorpasso ai box da parte di Alonso (che accorcia di 1,7″ il secondo pit, e guadagna la posizione grazie a una buona serie di giri veloci). Veramente molto molto bravo.
E visto che parliamo di “rookies”, concentriamoci sugli altri due esordienti: Kovalainen (Renault) è stato autore di una gara “pessima” (Briatore dixit, quindi c’è da credergli): 10° all’arrivo, molti errori, un 360° che ci ridesta dal torpore, diverse uscite di pista: c’è molto da lavorare, specie sul piano della concentrazione. Sutil, su una Spyker Ferrari che sembra un po’ una vecchia Arrows, non va oltre il 17° posto; il suo compagno di squadra, l’olandese Albers, è il primo ritirato del 2007.
L’ordine d’arrivo: Raikkonen davanti ad Alonso ed Hamilton, poi Heidfeld, Fisichella (buona gara la sua), 6^ la Ferrari di Massa (autore di una buonissima gara, dopo le travagliate qualifiche nelle quali ha rotto il cambio, ed ha cambiato motore, partendo ultimo in griglia); a chiudere i punti Nico Rosberg con la Williams superstite e in 8^ posizione la Toyota di Ralf Schumacher (ribattezzato “Half Schumacher”, mezzo Schumacher, dalla stampa locale).
Prossima gara fra due settimane, l’8 aprile, in Malesia. Sepang saprà ospitare uno spettacolo migliore? Vedremo.
Ci rileggiamo su queste pagine.
22 personaggi(?) in cerca di conferme.
Finalmente, dopo mesi e mesi di test dalle altalenanti indicazioni, l’attesa per un nuovo campionato mondiale di F.1 è quasi terminata. Domenica mattina (alle 4 di mattina, purtroppo!) si alzerà il sipario sul Circus della F.1 2007.
Il problema è che il campionato si preannuncia quanto meno “confuso”, all’insegna dei cambiamenti (non solo regolamentari, ma anche riguardanti il line-up dei 22 piloti): si andrà forse verso una “stagione di transizione”, in attesa di un 2008 che dovrebbe vedere meno elettronica a bordo, e forse pure la possibilità di vedere qualche bel sorpasso.
Alcune cosette riguardo alle modifiche dei regolamenti: la prima è che quest’anno i motori (da tener buoni sempre per due gare) avranno un limite di 19000 giri: non potranno quindi avere un regime di rotazione maggiore; teniamo anche conto che questi motori sono sostanzialmente i motori delle ultime due gare del 2006 (e per questo, a Maranello stanno già tremando…).
Sparisce inoltre la possibilità di avere la terza vettura nelle prove, e le gomme (solo Bridgestone, quest’anno) dovranno essere identiche come quantità e specifiche per tutti: dovrebbe quindi vincere chi sarà in grado di “cucirsele meglio addosso”, anche se, in questo campo, la dietrologia è imperante!
Un’altro cambiamento regolamentare riguarda la situazione di safety car: qualora ci siano dei doppiati in mezzo al gruppo, potranno scavalcare il gruppo (e la safety car) ed accodarsi alla loro corretta posizione: questa è una norma che potrà creare dei problemi. Ma staremo a vedere.
Non crediamo che queste piccole modifiche possano influenzare più di tanto il trend soporifero di questa F.1, e men che meno possano avere delle ricadute positive sulle auto che guidiamo tutti i giorni: per queste ultime bisognerebbe (magari) ritornare alla benzina contingentata: ma queste sono misure “anni ’80″, chi ci crede più? Forse noi poveri automobilisti perennemente vessati quando si tratta di fare benzina? Mah!
Ma piantiamola qui coi regolamenti, altrimenti finisce che vi addormentate davanti allo schermo!
Lato piloti: molte novità: il bicampione del mondo Fernando Alonso tenta di entrare nella storia: dopo Fangio, nessuno ha finora vinto due mondiali consecutivi su due monoposto diverse. Il passaggio dalla Renault alla McLaren, e questa inedita possibilità, gli stanno fornendo motivazioni extra; ad affiancarlo c’è Lewis Hamilton, giovane “rookie” vincitore della GP2, e grande talento da esprimere. Gli altri “novellini” della F.1 saranno: Heikki Kovalainen (affiancherà Fisichella in Renault) e Adrian Sutil (che vorrà farsi notare sulla Spyker motorizzata Ferrari).
Chissà se vedremo fra di loro qualche personaggio capace di farci ricordare i grandi del passato, o per lo meno qualche pilota capace di avere delle idee, del sale in zucca, e di esprimere in pista e fuori dei valori. Comincio (ma questa è una nota a titolo personale) ad avere una certa nostalgia per la Formula Uno degli anni ’80: sarà perché c’erano dei piloti in pista, e non dei mezzi automi teleguidati? MAH!
Intanto, ben ritrovati a tutti!
P.S.: Non ho parlato della Ferrari, e dell’inedita coppia Massa-Raikkonen. Ma non me ne vogliate, se sospendo il giudizio a dopo le prime gare!
Interlagos: la staffetta dei campioni.
Sì, oggi c’è stato divertimento, c’è stata tensione, e c’è stato uno sfoggio immenso di forza di volontà, passione e voglia di vincere o almeno di lottare. E’ stata una bella gara, un bello spettacolo che ha degnamente concluso uno dei mondiali di Formula Uno più emozionanti degli ultimi anni. Fernando Alonso, con il secondo posto di oggi, vince meritatamente il suo secondo titolo mondiale: è il più giovane pilota ad aver vinto due mondiali, e si pone idealmente come degno erede del Kerpeniano. Dal canto suo, Michael Schumacher oggi ha concluso la sua carriera fatta di record con un semplice quarto posto, ma dimostrando a tutti, se ce ne fosse stato bisogno, che è ancora in grado di lottare e di cercare di raddrizzare situazioni in cui tanti getterebbero la spugna. Sono infatti ancora vive le immagini del sabato, con la sua Ferrari che ancora, dopo Suzuka, lo tradisce: è un problema alla pompa della benzina che costringe Schumi a non effettuare il terzo round di qualifiche; viene risparmiato il cambio del motore, ma si parte dalla quinta fila. E con Alonso quarto a ipotecare sempre di più il titolo. C’è la consolazione della pole di Massa.
In partenza, mentre Massa cerca subito di fare il vuoto, Schumacher tenta l’attacco alle due BMW che ha davanti, riesce a “bersele” entrambe dopo poche curve, e va subito all’assalto. Nel frattempo le due Williams di Rosberg e Webber combinano un patatrac, con l’australiano che sbaglia tempi di frenata e viene centrato dal compagno di squadra; per Rosberg anche il doppio errore di tirare troppo senza carico aerodinamico sull’alettone anteriore, col risultato finale di sfracellarsi alla curva prima dei box. No comment.
Grazie al putiferio innescato da Nico Rosberg, è safety car. Pochi giri e si riparte. Al 7° giro Schumacher, tentando il sorpasso di Fisichella per il sesto posto, sfiora l’alettone anteriore del romano: basta tanto per forare la sua posteriore sinistra, e fare un intero giro a velocità ridotta per cambiare pneumatici e rifornire. Quando rientra, è pochi secondi davanti a Massa, che nel frattempo ha mantenuto la testa della corsa. Rifiutando l’onta del doppiaggio, parte alla riscossa, con una vettura che adesso lo supporta pienamente. Vediamo dei bellissimi sorpassi, specialmente quello ai danni di Fisichella (indotto all’errore, e lungo in frenata) e quello su Raikkonen, prossimo ferrarista, a tre giri dalla fine. Ma Button è ancora lontano, e con Alonso secondo qualunque gioco di punteggio è inutile. Massa vince meritatamente la sua seconda gara dopo quella di Istanbul, ed Alonso e la Renault afferrano entrambi i titoli.
L’ordine d’arrivo: Massa davanti ad Alonso. Terzo Button, con un’ottima gara (ed un bel sorpasso su Raikkonen). Quarto Schumi davanti a Raikkonen. Sesto Fisichella, settimo l’altro paulista Barrichello e a chiudere i punti Pedro de la Rosa con l’altra McLaren.
Menzione speciale, in questa corsa che è un po’ un punto di svolta per molti motivi: non solo l’abbandono di Schumacher, ma nel 2007 non vedremo più le Michelin (le Bridgestone avranno la totalità del lotto), e non vedremo nemmeno il motore Cosworth (che proprio a giugno avrebbe festeggiato i suoi primi quarant’anni, avendo esordito e vinto nel GP d’Olanda del 1967, con un certo Jim Clark su una certa Lotus, quando ancora le F.1 erano dei siluri senza sponsor. Altri tempi, ma che eroi!)
Bé, cos’altro dire: la sfida, l’anno prossimo, è tutta nelle mani di Alonso, che cercherà il suo terzo titolo mondiale; sarà ancora più difficile, visto che cambierà scuderia, approdando alla corte di Ron Dennis in McLaren. E’ dai tempi di Fangio che un pilota non vince due mondiali in due anni con due scuderie diverse: l’asturiano potrà farcela? Vedremo.
Appuntamento a tutti alla mattina del 18 marzo 2007, quando dall’Albert Park di Melbourne si riaprirà il sipario sul mondiale di Formula Uno.
Come ogni anno, non so se ce la farò a rendere fedelmente la cronaca e le emozioni, ma cercherò di fare del mio meglio. Se volete, fate un commento sul blog!
Grazie a tutti!
Suzuka: la fine della Grande Illusione.
It’s racing. Sono le corse. A volte è molto bello illudersi e coltivare sogni di grandezza, ma quando poi questi svaniscono, bisogna anche essere pronti ad ammettere la sconfitta, ed a rimboccarsi le maniche per ripartire nuovamente.
Alla Ferrari hanno soprattutto bisogno di questo, alla luce della débacle di Suzuka, nella quale al 36° giro il fumo bianco proveniente dal retrotreno della Rossa numero 5 ha mandato Michael Schumacher a zero punti per la seconda volta quest’anno.
Va ammesso: questo mondiale la Ferrari e Schumacher non lo hanno perso, o lo perderanno, oggi. Quest’oggi, se vogliamo, è stata una semplice rottura meccanica ad aver frenato la Rossa. I veri errori sono stati Melbourne (con il botto di Schumi e Massa, un bel zero punti per il Cavallino) e l’Hungaroring, dove non si è richiamato Schumacher per cambiare pneumatici, nonostante Alonso fosse già fermo, costringendolo ad una battaglia insulsa. E anche a Monaco Schumi non è esente da colpe.
Un Mondiale si vince facendo zero errori, o approfittando degli errori degli avversari. Contro un avversario fortissimo come Fernando Alonso, che ha fatto veramente pochissimi sbagli nel corso di questa stagione, meritandosi ogni sua vittoria, bisognava capitalizzare ogni singolo errore. Il titolo non è ancora matematicamente perso, per la Ferrari, ma adesso la priorità di Interlagos è una sola: una bella doppietta che porti almeno il titolo costruttori a Maranello. Non sarebbe comunque un cattivo addio, per Michael Schumacher.
La cronaca del weekend. Dopo esserci illusi (ma mica poi più di tanto) della lusinghiera prestazione delle gomme Bridgestone sul giro secco, performance che han pure portato le Toyota alla seconda fila (a Shanghai annaspavano tra gli ultimi), la partenza, con Alonso 5° che rimonta subito una posizione e comincia il forcing ai danni della Toyota di Ralf Schumacher.
Ci siamo anche illusi che il sorpasso di Schumacher ai danni di Massa non sia stato dettato da un ordine di scuderia, ma è meglio non pensare a queste faccende, oggi.
Non succede poi quel granché, a parte la fragorosa esplosione della Midland-Spyker di Albers (20° giro) che perde gomma posteriore destra, alettone posteriore e quant’altro in un tripudio di festeggiamenti pirotecnici tra la 130R e la Triangle.
Dire, ed anche solo pensare, ad una safety car, in Giappone è un’onta da lavare col sangue, e quindi il prode commissario addetto a quel tratto rimuove personalmente un semiasse dalla pista, appena fuori traiettoria, comunque.
Chi altri? Ah, già. Kubica. Che ci ricorda quanto la Degner sia una curva che non gli vada giù bene facendo un largo immane con polverone annesso. L’aveva sbagliata anche in prova, venendo uccellato al secondo turno. Per sua fortuna, l’anno prossimo si correrà al Fuji.
Poi c’è il fumo bianco del motore del Kerpeniano (ha un bel dire Mazzoni a ricordarci che non ne rompeva uno da Magny-Cours 2000: chi se ne frega!) e un’ottima picchiata di Webber giusto sul traguardo. Il resto è (molta) noia.
L’ordine d’arrivo: Alonso davanti a Massa ed a un Fisichella in particolari condizioni emotive (ha da poco perso un carissimo amico d’infanzia). Quarto Button che bissa il risultato di sette giorni fa, poi Kimi Raikkonen (con una buona gara con l’autobotte) e le due Toyota di Trulli e Ralf Schumacher. A chiudere i punti la BMW di Nick Heidfeld.
L’ultima gara che deciderà tutti gli esiti di questo Mondiale F.1 2006 è a Interlagos (San Paolo del Brasile, se preferite) fra due settimane.
A rileggerci su queste pagine.
Shanghai: gomma che vince non si cambia!
Quaranta giri. Tanto sono durate le quattro gomme del Kerpeniano, oggi autore di una bella rimonta, a dire il vero facilitata dall’errore dei box dei meccanici di Fernando Alonso. E’ un mondiale molto bello, tirato fino alla fine, come non se ne vedevano da tempo; e dire che in Canada c’eravamo un po’ tutti già illusi che il titolo fosse stato già assegnato.
La gara di oggi ha tanti e tali episodi che ricordarli e trascriverli tutti può essere quasi impossibile. Proverò a fare del mio meglio. Considerate che ho la febbre, quindi ci saranno frasi deliranti. Chiedo venia in anticipo.
Dopo una qualifica che ha premiato la Renault, che ottiene la prima fila con Alonso in pole davanti a Fisichella, si vedono musi lunghi (no, non solo quello di Schumi) ai box Ferrari. C’è una certa rassegnazione a vedere, con le condizioni di bagnato, la Renault bastonare gli avversari: ed in particolare Michael Schumacher, che si becca un secondo e quattro decimi.
Si vede anche come, a parte Schumi nei primi 10 in griglia, il circuito sul bagnato non sia troppo selettivo: nei primi 10 abbiamo le due Renault, le due Honda, le due McLaren (e Schumi in mezzo) e due BMW Sauber.
In partenza, Schumacher mantiene la sesta posizione della griglia, mentre chi fa la partenza peggiore è Kubica, che perde 5 posizioni (toccandosi anche con Doornbos, pilota Red Bull che ha sostituito Klien). Ma di lui parleremo dopo.
Alonso è di un altro passo rispetto al gruppone, e si vede. Tempo quattordici giri, ed il vantaggio su Schumacher ammonterà già a 25 secondi! Ma Schumi, nel frattempo, cosa ha fatto? Ha impiegato otto giri per sbarazzarsi dell’ex compagno di scuderia Rubens Barrichello, e di una Honda forse un po’ troppo carica di benzina, ed altri due giri per togliersi di dosso l’altra Honda, dell’inglese Jenson Button.
Altro protagonista, in negativo però della prima parte del GP è stato Kimi Raikkonen. Il futuro ferrarista, dopo un’ottima partenza, in cui si è bevuto entrambe le Honda ed ha quasi passato anche Fisichella alla prima curva, vede svanire le speranze di podio per un problema elettrico al motore dopo soli diciannove giri.
Nelle retrovie si vedono un po’ di sorpassi. Coulthard fa da tappo ad un po’ di piloti, causa strategia differente. Tra l’elenco dei piloti “tappati” dalla Red Bull (sotto ghiaccio, quindi) si contano le due Toyota, le Williams, Kubica e Massa.
Questi ultimi riusciranno poi a sorpassare lo scozzese.
Dopo circa 20 giri, però, la pista comincia ad asciugarsi, e continua a non piovere. Le Michelin hanno problemi di deterioramento, e si vedono continuamente piloti che allargano la traiettoria andando sull’umido e cercando così di raffreddare le coperture. Schumacher, a questo punto, è già in zona podio. Ma con Alonso avanti a lui. Comincia il valzer dei pit stop. Nella lotta a distanza tra l’asturiano e il Kerpeniano, si segnala che il ferrarista lascia intatti i suoi pneumatici, mentre il campione del mondo cambia le ruote anteriori. Abituato com’è ad una guida che chiede molto alle gomme anteriori, li ha abbastanza deteriorati, e questo cambio sarà il primo errore di questa giornata della Renault.
Dopo il primo pit stop infatti, Alonso sembra Schumacher e Schumacher sembra Alonso. Il gap si riduce di secondi giro dopo giro, mentre nel frattempo la pista si sta asciugando. Alonso ha il grosso problema di fare entrare in temperatura d’esercizio pneumatici che si deteriorano, e questa è la causa dell’inevitabile sorpasso subito dal compagno di squadra Fisichella e poi da Schumacher.
La gara sembra consolidarsi, ma altre variabili entrano in gioco. Kubica, il giovane polacco, tenta l’azzardo degli azzardi: dopo aver fatto anche segnare il giro più veloce, ed aver ricordato agli anziani, con dei sorpassi cattivi, un certo Stefan Bellof a Monaco ’84 (non gli auguro la stessa fine, sia chiaro!), si convince che sia l’ora di montare le gomme da asciutto. Desisterà dopo un solo passaggio, non prima di averci fatto vedere come si fa una derapata controllata sul bagnato, ed aver travolto un intrepido meccanico (il quale riserverà il dolore a dopo la sosta, stramazzando) in sede del pit stop. Gara da buttare, ma grazie per averci provato.
Diversi giri dopo, è la volta di Rosberg a montare le gomme da asciutto. Il pilota della Williams non mostra grossi peggioramenti dei tempi, anche se il punto peggiore dove passare con gomme nuove è senza dubbio la prima curva.
Al quarantesimo giro, con Fisichella in testa e Schumacher secondo davanti ad Alonso, una Toro Rosso dà forfait in un punto pericoloso della pista. Schumacher, temendo un’altra safety car dopo quella del “caso-Liuzzi” in Turchia, si precipita ai box, e monta pneumatici da asciutto. Fisico cambia solo il giro dopo, e nella prima curva compie un errore abbastanza grossolano, colpa comunque di gomme non in temperatura. Schumi mette due ruote sull’erba per passarlo, ma ce la fa.
Al 44° giro Massa tampona Coulthard frenando sull’umido. Gara brutta e finita nel cestino. No comment. Questo pilota deve crescere, l’errore che ha fatto non è degno di un ferrarista.
Alonso ha finalmente risolto i suoi problemi con le gomme, anche dopo una sosta fallimentare (secondo grosso errore Renault di oggi) ai box: circa 19 secondi! Macina giri veloci come un forsennato, e agguanta Fisichella.
Gli ultimi giri riservano ancora un’altra sorpresa: a 5 giri dalla fine la pioggia, beffarda quanto mai, fa la sua comparsa.
Nessuno ha per la testa di fare un’altra sosta, e si assiste, quasi impotenti, al recupero prodigioso di Fernando Alonso. Il quale non avrà la possibilità di agguantare Schumacher solo per tre secondi.
L’ordine d’arrivo: Schumi davanti a Alonso e Fisichella (la Renault sopravanza la Ferrari di un punto, 179 a 178). Quarto Button (gara a fasi alterne, con qualche brutto errore) davanti ad un consistente de la Rosa con la McLaren. Sesto Barrichello (all’ultimo giro vittima di una manovra stile MotoGP) e settimo Heidfeld con una condotta di gara decisamente più conservativa di quella di Kubica. A prendersi l’ottavo posto è (finalmente) Mark Webber: la Williams mancava dai punti dal G.P. d’Europa!
Ora, restano solo sette giorni, e il mondiale potrebbe decidersi. I due piloti di testa sono appaiati a quota 116 punti. All’inevitabile alzataccia di Suzuka ed alla prima curva di un GP che in ogni caso entrerà nella storia (sarà l’ultima volta che si correrà qui, dal 2007 si va al Fuji) manca meno di una settimana. E nulla è ancora deciso.
A rileggerci su queste pagine.
Monza: Schumi, l’ultima cavalcata trionfale?
A Monza Michael Schumacher coglie un successo importantissimo in ottica mondiale, e si porta a soli due punti da Alonso, oggi ritiratosi per la rottura del motore. La commozione è forte, sul podio e fuori, anche alla luce dell’annuncio del ritiro dalle competizioni da parte di Schumacher. Anche se si sapeva da Indianapolis.
La cronaca del weekend. Prove abbastanza emozionanti, con Yamamoto che dechappa una gomma a 300 all’ora in rettilineo e Alonso che cerca di far meglio forando anche lui. Le Toyota eliminate al secondo turno assieme a Coulthard; mentre Alonso, rallentando, ostacola Massa nel suo giro veloce: pagherà questo con la retrocessione al 10° posto. Le polemiche su questo fatto condizioneranno tutto il weekend. Schumacher è beffato per soli due millesimi da Kimi Raikkonen; il finlandese coglie così la sua undicesima pole in carriera.
Alla partenza della gara, Schumi si deve difendere alla prima curva da Heidfeld, ma Kubica scavalca il suo compagno di scuderia (oltre a Button e Massa) e si porta al terzo posto, davanti al ferrarista brasiliano. In due giri Alonso recupera quattro posizioni ed è sesto. Nel sorpasso dello spagnolo ai danni di Heidfeld rischia la collisione con Button, ma per fortuna riesce ad evitarlo.
Raikkonen comincia la battaglia a colpi di giri veloci con Michael Schumacher. Kubica fa efficacemente da “tappo” a Massa.
Dopo soli cinque giri ci sono già dieci secondi tra Schumi ed Alonso. Al nono giro Rosberg è costretto al ritiro. Peccato, dopo una qualifica finalmente migliore di quella del compagno di scuderia Mark Webber, Nico aveva la possibilità di far bene dopo un po’ di tempo.
Al 14° giro De la Rosa inaugura il valzer dei pit stop. Il giro dopo è la volta di Raikkonen, che affida il comando a Michael Schumacher; il Kerpeniano “spara” due giri molto veloci e poi va al pit stop. Al rientro è davanti a Raikkonen, con Kubica che comanda la corsa. Alonso e Massa fanno sosta al 19° giro. Rientrando, Massa lotta con Trulli, ed il pescarese “allarga” per evitare il contatto. Contatto evitato anche ai box tra Button ed Albers. Heidfeld, dopo il pit stop, entra davanti ad Alonso. Al 21° giro il ritiro di de la Rosa. Al 22° giro il pit stop di Kubica, sosta “corta” (7″ 7), e qui Schumacher riprende il controllo della gara. Heidfeld incassa un “drive through” per eccesso di velocità in pitlane, finendo in undicesima posizione. Alonso, dietro Heidfeld, ringrazia. Fisichella fa la sua sosta al 26° giro. Massa, al 28° giro fa un’escursione alla prima curva di Lesmo; Barrichello rifornisce solo al 30° giro, assieme a Liuzzi. Il giro dopo Schumi allarga alla prima curva per evitare Scott Speed.
Al 33° giro un bel sorpasso di Heidfeld su Fisichella. Massa continua a recuperare nei confronti di Kubica, mentre Schumi mette sempre più decimi tra sé e Raikkonen. Alonso si avvicina all’inedita coppia polacco-brasiliana. Mentre al 38° giro Raikkonen effettua la sua seconda sosta, spuntando davanti a Kubica.
Il giro seguente il secondo pit stop di Schumi, in solo 6″8! Massa si ferma subito dopo, ma la sosta è più lunga: 8″1. Rientra così al 7° posto. Alonso e Kubica si “marcano a uomo”, ma nonostante escano affiancati, l’asturiano ha la meglio alla prima curva. Alonso è così sul podio. Ma a dieci giri dalla fine, il patatrac del motore di Alonso consegna il podio a Kubica, ed il quarto posto a Massa. Ma il brasiliano, “spiattellando” sull’olio perso da Alonso, fora una gomma, e deve uscire dai punti (arriverà in nona posizione). Cercherà inutilmente di agguantare Heidfeld, nel frattempo in lotta con Trulli per la settima posizione.
L’ultimo giro di Schumacher è accompagnato dall’ovazione di migliaia di tifosi, per la 90^ vittoria del Kerpeniano.
L’ordine d’arrivo: Schumi davanti a Raikkonen, con Kubica meritatamente sul podio. Poi Fisichella, Button, Barrichello, Trulli ed Heidfeld.
E, subito dopo il podio, la conferma del “line up” Ferrari 2007: Raikkonen – Massa.
Adesso incomincia una lunga pausa fino al primo ottobre, dove all’alba i contendenti si sfideranno sul circuito di Shanghai.
Spa quest’anno è stata eliminata causa lavori (e fallimento della società che organizzava il GP). Probabilmente nel 2007 rivedremo questo tracciato, ma non rivedremo Imola, anch’essa “chiusa per lavori”.
Con la speranza di vedere un duello pulito e non guastato da decisioni FIA, cerchiamo di vederci questi tre Gran Premi che restano nel modo più sereno possibile.
Ci rileggiamo su queste pagine.
Istambul: vittoria del Massa-dumper!
No, non è un refuso, ma Felipe Massa ha compiuto una gara perfetta, portando la Ferrari a solo due lunghezze dalla Renault (158 punti contro 160) nella classifica del mondiale costruttori 2006. Il sospetto che la FIA stia “influenzando” l’esito del mondiale comincia a farsi però strada nella mente di molti.
La bella vittoria del ferrarista brasiliano è resa però agrodolce dal terzo posto di Michael Schumacher, che perde due punti nel confronto ravvicinato con Fernando Alonso, oggi sul secondo gradino del podio. Il Kerpeniano non riesce così a vincere in Turchia, uno dei due Gran Premi (con la Cina) nel calendario che ancora non ha vinto. Schumacher è apparso messo in ombra dal confronto con Felipe Massa: ha sbagliato in qualifica, con un “quasi-lungo” alla prima curva; ha poi sbagliato in gara, al 28° giro: una brutta escursione alla curva 8, che ha fatto perdere ben 4 secondi al pilota della Ferrari. E’ stato lì, e non altrove, che Michael Schumacher ha perso la sua gara.
Ma non anticipiamo la cronaca. Eccola di seguito.
In partenza Massa parte bene, Alonso tenta l’attacco a Schumi, ma Michael resiste; c’è un contatto tra le due Renault, con Fisichella che ha la peggio, e scatena la bagarre: Speed tampona Raikkonen, forandogli la posteriore sinistra; rientrerà poi ai box, ma una seconda foratura il giro successivo porrà fine alla gara del finlandese della McLaren.
Si vede un po’ di spettacolo, Rosberg e Kubica compiono buoni sorpassi (entrambi poi avranno avverse vicissitudini, con il ritiro per Nico per un calo di pressione del motore, mentre Robert finirà fuori dai punti come Heidfeld: brutta gara per le Sauber-BMW). Ma al 13° giro uno degli episodi che maggiormente influenza la gara: Liuzzi, alla prima curva, perde il controllo della sua Toro Rosso e blocca il retrotreno giusto in mezzo alla traiettoria. I commissari latitano per spostare la macchina, e anche quando sopraggiungono le Ferrari c’è solo un pover’uomo che cerca di spostare la monoposto del pescarese. Ed è safety car. In quel momento Massa aveva circa 4 secondi di vantaggio su Schumi, con Alonso che non sembrava in condizioni ottimali per impensierire i ferraristi. Tutti ai box, ed in questo momento la Ferrari fa l’unica scelta possibile per sperare di acciuffare il mondiale costruttori: entrambi i piloti a fare la sosta. Massa è davanti, e riparte. Anche Alonso è ai box, e la Ferrari numero 6 passa il campione del mondo in carica. La cosa non riesce a Schumacher, attardato proprio dal pit stop di Massa: il Kerpeniano è rimasto in coda, come i comuni mortali dal benzinaio, e quando sta per ripartire la sagoma gialla e blu della Renault dell’asturiano lo supera.
Ma fin qui nulla è perduto. La gara è ancora lunga, con 44 giri ancora da percorrersi. Ma si capisce, dopo pochi giri, che c’è qualcosa che non va sulla “rossa” di Schumacher: non appare più in grado di fare la differenza, e perde gradualmente terreno. Ad un tratto sembra nuovamente poter fare i buoni tempi iniziali, ma al 28° giro, il dramma: Schumi va largo alla curva 8 (una vera mazzata, per 3-4 secondi il collo subisce 4-5 volte l’accelerazione di gravità, una curva per piloti di caccia) e percorre un po’ di strada sull’erba. Alla fine di quel giro avrà perso più di 4 secondi da Alonso.
Signori, quando un mondiale è così tirato, non ci si può permettere di fare il minimo errore. Schumacher (oggi, come a Budapest) ha pagato caro la sua irruenza. In questo momento Alonso sta meritando il titolo mondiale. 12 punti a sole 4 gare dalla fine potrebbero essere un vantaggio sufficiente.
Dopo il 28° giro il valzer delle soste ai box sancisce alcuni risultati importanti per i piazzamenti: “riemergono” dalle retrovie Fisichella e Ralf Schumacher, mentre “sprofondano” le BMW e le Williams.
Schumacher ha quattro giri di più di carburante di Alonso, ed attacca forsennatamente. Dopo la seconda ed ultima sosta, il distacco si riduce a meno di due secondi, ma per tutti gli ultimi 14 giri finali Schumacher è tenuto dietro dallo spagnolo della Renault. Schumi ci prova anche in punti non “ortodossi”: ha quasi affiancato all’esterno della curva 7 Alonso, ma deve poi desistere. All’ultima curva Alonso fa un piccolo errore e Schumi tenta di sorpassare, ma passerà solo a gara finita, oltre la bandiera a scacchi. E lì, non conta nulla.
L’ordine d’arrivo: Massa davanti ad Alonso; terzo Michael Schumacher e quarto il vincitore di Budapest Jenson Button su Honda, autore di una gara molto tranquilla, priva di rischi, se si esclude il primo giro. Quinto De La Rosa con la McLaren superstite, davanti a Giancarlo Fisichella, 6°; 7° Ralf Schumacher e Rubens Barrichello 8°.
All’inizio parlavo della FIA. L’abolizione (su richiesta McLaren, d’accordo) del mass-dumper in quanto “dispositivo aerodinamico mobile” fa un po’ sorridere, in quanto tale componente è all’interno della monoposto, e non viene direttamente a contatto col flusso d’aria. Cosa dovremmo dire, allora, delle ruote carenate di Ferrari e Toro Rosso? Vedremo. Anche lì, ad ogni modo, c’è stato un reclamo McLaren. La FIA ha detto di considerarla una presa d’aria per i freni. Sarà…
Prossima gara a Monza, il 10 di settembre. La aspettiamo tutti con ansia, per vedere se la Ferrari potrà guadagnare il primo posto in classifica costruttori, e se Schumacher riuscirà a “ricucire” il divario di 12 punti che lo separa da Alonso.
Ci rileggiamo su queste pagine.


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